Comprende i comuni localizzati lungo il fiume Mastallone: Cervatto, Cravagliana, Fobello, Sabbia, Rimella

E’ con la Valgrande e la Valsermenza una delle tre principali vallate valsesiane; il nome le deriva dal suo sinuoso torrente che si snoda per oltre 25 km di corso e si immette infine nel Sesia a Varallo, dopo averne diviso l’abitato in due parti (Varallo vecchio e Nuovo).

Questa particolare vallata si presenta con grandi varietà di aspetti che la rendono molto interessante nella sua conformazione idrogeologica e nei suoi antichi insediamenti abitativi.

Un alternarsi fra aride conche quasi prive di vegetazione, strette gole profonde scavate fra rupi scoscese e verdi pascoli in privilegiate posizioni panoramiche. Si estende da Varallo al Lago di Baranca sopra Fobello, dove appunto il Mastallone nasce. La sua particolarità sta proprio nella varietà del paesaggio che non è altrove riscontrabile in Valsesia. Si comincia dall’ “orrido della Gula”  poco sopra Varallo (antico, suggestivo ponte in pietra che scavalca un baratro di 35 metri. Scrittori e poeti per secoli hanno esaltato con misteriose leggende l’agghiacciante bellezza del luogo, definendolo anche posto maledetto, diviso dal diavolo in una notte tempestosa per la rabbia di aver perso un’anima..) fino  a quello di Valbella, dalle strette di Voj  (tutte frazioni del territorio) alla natura selvaggia e all’ aspra bellezza della parte alta…

Biancheggianti chiesette incastonate nel verde, silenziosi incantati bacini naturali in alternanza fra verdi prati, strapiombanti torri e arditi ponti che affascinano da sempre il turista incuriosito.

La zona è favorita dall’esistenza di una  fitta rete di sentieri che favoriscono l’escursionismo, promettente ovunque di sorprese e di montani godimenti, permettendo l’ inoltrarsi nei fantastici boschi di cui la Valle  è circondata e lasciando la possibilità a chi li osserva di immergersi in suggestive atmosfere. Fra le sorprese di una visita sicuramente non deludente non si può non segnalare la Cappelletta della Madonnina Bianca da dove è visibile alto sopra la Val Sabbiola il Monte Capio; la dolce altura illuminata dal sole fin dai primi raggi del mattino di Sabbia,  e poi Cravagliana, forse il paese più antico della valle, sulla riva sinistra del Mastallone in un paesaggio angusto ed austero che si abbandona gradualmente, risalendo fra le piccole frazioncine appollaiate come nidi d’aquila sui fianchi delle montagne, fino al Ponte delle Due Acque, luogo di  apertura della Valle nelle due direzioni, Fobello per il Mastallone e  Rimella per il torrente Landwasser che qui si immette.

Fobello a 18 km da Varallo, occupare questo fondo valle che si apre come un verde anfiteatro in cui la natura si ingentilisce in morbide tonalità; il paese  vanta, disseminate nei luoghi più impensati, ville dai nomi celebri soprattutto nel campo dell’industria e dolci frazioni sparse alle pendici dei monti.  

Dopo Fobello la quasi nascosta località di Cervatto, così meravigliosamente distribuita sulla sella del monte da meritarsi il giudizio di uno tra i luoghi più belli della Val Mastallone.

Verso il corso del Landwasser, dopo aver superato varie distribuzioni frazionali antichissime, si raggiungono i terrazzamenti di Rimella definita anche isola linguistica per il permanere di un uso dialettale walser, che incanta il visitatore per il suo panorama. Tutto il ben esposto territorio rimellese si apre sul fondo valle riservando scorci dalle impressioni incantevoli.

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Paolonet di Paolo Brignone