Carcoforo
Carcoforo

Boccioleto, Carcoforo, Rima S. Giuseppe, Rimasco, Rossa

La sua limitata dimensione, rispetto alle altre più estese vallate valsesiane (la Val Grande ha un’estensione doppia rispetto a questa) ha suggerito ai valsesiani di ribattezzarla “Val Pitta” ossia Val Piccola.

Alla valle non mancano però tutte quelle caratteristiche che rendono spazioso, spettacolare e godibile in ogni stagione il panorama valsesiano, anzi, se possibile in alcuni paesi il quadro della Val Sermenza è ancor più suggestivo, grazie ad una rigogliosa boscosità e a inquadrature montane da cartolina.

Ha inizio a Balmuccia sulla statale di Alagna e si sviluppa fino a Rimasco da dove si biforca a sinistra per Rima e a destra per Carcoforo. Vi scorre, spesso profondamente incassato fra strette gole, il torrente Sermenza da cui la Valle prende il nome.

Chi giunge in questa valle non può non notare la bellezza della natura e rimanere incantato dalle case dei villaggi, costruite ancora in pietra, come una volta, nonché sentire l’odore acre del legno bruciato all’interno dei camini che ancor oggi riscaldano molte abitazioni. La strada si apre fiancheggiando la discesa del Sermenza e incontra, a distanze ravvicinate, diversi piccoli abitati tutti interessanti per caratteristiche e stili.

Alcuni si arrampicano per dritti crinali, con agevoli carrozzabili, come il paese di Rossa il cui centro storico è un eloquente richiamo ad un’architettura di sommo rilievo.

Poco oltre, dopo il ponte sul Cavajone, ecco il centro antichissimo di Boccioleto, dominato da un ardito monolite detto” Torre delle Giavine”, una vera torre in pietra che, dopo aver respinto per tanti anni il tentativo di conquista di pur ottimi alpinisti è oggetto di forte interesse turistico.

Dopo poche curve, in posizione stupenda, ecco il bacino di Fervento adagiato su un panoramico ripiano; valle e torrente proseguono tra monti che sempre più innalzano le loro cime fino all’apertura della confluenza del Sermenza con un altro torrente, l’Egua, proveniente dall’attigua valletta di Carcoforo; queste acque alimentano un pittoresco lago artificiale che conferisce poesia incantata all’ambiente e sulle cui sponde sorge Rimasco.

La Val Sermenza, un tempo chiamata anche “valle del Croso”, si dirige verso le pendici del monte Tagliaferro lasciando spazio per il villaggio di Rima San Giuseppe, alla confluenza con la Val Nonai che si innalza verso le praterie della Moanda.

Altri piccoli villaggi e poi ecco Rima, l’elegante paese valsesiano che sugli altri troneggia per la quota che raggiunge, 1417 metri.

 Le case, costruite con criteri particolari come recenti realizzazioni strutturali ricettive di primo livello rendono Rima gradita ai molti turisti che vi accorrono numerosi, specialmente nel periodo estivo. Lo scenario montano circostante vale di per sé la visita della Valsesia.

Dalla sponda destra di Rimasco si apre la Val d’Egua, che procede verso il fondo della valle dove si apre il verde e luminoso bacino di Carcoforo. Al centro di una vasta conca circondata da abeti e larici, l’atmosfera è varia e dolcissima e il piccolo centro abitato presenta caratteristiche tipicamente valsesiane; da qui si aprono le vie per escursioni di grande interesse alpino.

Carcoforo suggella questa pittoresca e ridente valletta valsesiana e, come la parallela Rima, contribuisce fortemente a determinare per l’intera Valsesia un profilo genuino di armonia naturale distinto e ricercato da un turismo sempre più informato ed esigente.

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Paolonet di Paolo Brignone