l’ambiente di Fobello, solare e maestoso e il profilo gentile del villaggio rendono il panorama gradevole e sereno

Quel “bel sito della Vallata” , il “bel fò” quel “faggio che a Fobel diè il nome” come scritto sullo stemma che campeggia nella Casa Comunale del paese, lo si incontra dopo aver superato la località del Ponte delle Due acque, posto sulla confluenza del Mastallone e del Landwasser, proveniente dall’attigua valle di Rimella e le numerose strette rocciose della provinciale che hanno sulla sinistra i precipizi sul  fiume.

 Bizzarrìe geologiche, fin qui coerenti con il resto del territorio che presenta costantemente visuali tormentate che invece preludono a ben altri panorami.

l’ambiente di Fobello, solare e maestoso e il profilo gentile del villaggio rendono il panorama gradevole e sereno

Fobello, capoluogo di questa caratteristica parte della terra valsesiana, è infatti disteso su un aperto, disteso e verde bacino che è inimmaginabile nel precedente percorso, tutto ingolato fra gli alti dirupi. 

E’ uno slargo naturale, secondo le impressioni tipiche della montagna che portano all’apprezzamento pieno tanto più si sale verso l’alto; l’ambiente di Fobello è solare e maestoso e il profilo gentile del villaggio rendono il panorama gradevole e sereno, giustificando la popolare denominazione di quest’angolo valsesiano in “Conca di smeraldo” che fa cornice ai territori di Fobello e Cervatto.

 Anche la denominazione che la si vorrebbe derivata dalla presenza di “Bei fò” (in dialetto fò sta per faggi) è probabilmente leggendaria mentre sembra più appropriato definire il luogo “fondo bello” in quanto indubbiamente località da sempre prediletta del fondo valle anche per la pastorizia di un tempo.
Due frazioncine del paese con alcune case ben ristrutturate e quindi l’ingresso nell’aristocratica località subito riscontrabile dal tono distinto dei suoi edifici e dalla signorile disposizione del centro abitato. Sensazioni immediate che si avvertono in contrasto con il senso visibile dello spopolamento montano  che, nonostante gli sforzi  profusi da varie generose amministrazioni, non si è potuto arrestare.

Il fascino di Fobello è comunque forte e comunicativo, per la sua raffinatezza e il bel tono sparso in ogni angolo del centro e delle frazioni, con ville residenziali signorili e testimonianze edilizie preziose.

Le cose da vedere sono tante: l’antica chiesa di San Giacomo, rifatta dopo numerose devastazioni alluvionali in varie epoche  con molte opere di pregio del ‘500/600 di artisti valsesiani, uno splendido Coro, vetrate dipinte in sagrestia e un polittico cinquecentesco opera di Gian Giacomo Testa con i Misteri del Rosario;   la Via Crucis, una teoria di agili cappellette sparse sui dolci pendii che circondano il centro, splendidamente affrescate  da pittori quali il Borsetti e l’Orgiazzi, particolarmente prodighi di capolavori in questa zona. Seguendo la successione delle cappellette della Via Crucis si compie un giro completo del paese, con angolature suggestive e sorprese visive, specchio di un’impronta abitativa di qualità e di un certo fasto, ben coniugato con lo stile montanaro, aspetti questi che rendono Fobello un paese visitabile assolutamente nel contesto valsesiano. 

E ancora notabile la Casa Comunale, con i busti di benefattori del paese, in posizione sovrastante l’imponente “Villa Lancia” casa-museo di Vincenzo Lancia, il fobellese fondatore della mitica casa automobilistica, il Museo Permanente del Puncetto, con rassegna straordinaria di questo prezioso ricamo che nella vallata e a Fobello in particolare ha la sua originale matrice; e il Museo Carestia-Tirozzo  con collezioni di alto valore storico. Anche il cimitero vicino alla chiesa è meritevole di un’attenta occhiata: fu ideato dall’Antonelli e da sempre è considerato il più raccolto della vallata.

Impossibile esaurire la descrizione del paese senza almeno nominare l’arco frazionale, composto da ben ventitre luoghi eletti, panoramici, ben distribuiti e oggi invidiabili mete di residenza e di turismo alternativo. 

Tutte distese sul verde tappeto della “Conca di smeraldo” sono oggi componente determinante della vita del paese. In diverse frazioni sono presenze edilizie rilevanti, con edifici a più piani, rispondenti a precisi principi architettonici che la valentìa di generazioni di muratori e capimastri ha creato con concetti multi famigliari che sembrano sfidare il decentramento montano e l’isolamento. Oltre a questi importanti edifici, presenti solo in questa valle, vi è però anche la realizzazione di residenze straordinarie e signorili, come la Villa Musy, oggi fra i luoghi più decantati di Fobello.

 I nomi delle frazioni sono tutti riferiti alle zone dove sorgevano come Costa, Campo, Cimalcampo, Riva, Belvedere, Res tanto per citare, o a qualche ceppo famigliare che vi fondò le prime case: Catognetto, Catravaglino, Cagianolo. Da molte di queste frazioni si risale verso le cime che fanno corona alla conca fobellese, con garanzie assolute di bellezza panoramica e soddisfazione escursionistica, con emozioni d’insieme indimenticabili.

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Paolonet di Paolo Brignone