All’inizio del XIII secolo si scorsero i primi insediamenti Walser in Valsesia, nello specifico a Rimella, Rima e ad Alagna

In epoca medievale si produssero in Europa numerosi spostamenti di popolazione sotto la spinta di un notevole incremento demografico unitamente al desiderio di conquistare nuove terre da coltivare e possedere un proprio fondo. In questo quadro si inserisce la migrazione dei Walser, popolo di lingua alemanna proveniente dall’alto Vallese, da cui con probabilità deriva il nome Walser. Il gruppo etnico si mosse dall’originario stanziamento in modo graduale ed estremamente pacifico in direzione delle Alpi, della zona dei Grigioni, del Liechtenstein, del Voralberg e del Tirolo.

All’inizio del XIII secolo si scorsero i primi insediamenti anche in Valsesia, nello specifico a Rimella, Rima e ad Alagna.

Le comunità composte da pastori si sistemarono in casolari sparsi sulla montagna e con duro lavoro i boschi vennero trasformati in pascoli produttivi; i terreni furono dissodati e coltivati fino sui versanti più alti costruendo acquedotti per il recupero delle acque del disgelo; strumenti di lavoro e tecniche fino ad allora sconosciuti vennero perfezionati e diffusi anche oltre i confini della valle per generazioni e generazioni.

Questa economia produsse nuove ragioni di libertà personale ed un’autonomia comunitaria inusitate per l’epoca, quando imposte e servitù costituivano la quotidianità.

Straordinaria l’architettura delle case. Ancora oggi esse sono capolavori di ingegneria, studiate nei minimi dettagli alla ricerca della massima funzionalità in relazione alle dure condizioni ambientali. Normalmente disposte su tre piani riportano un basamento in pietra generalmente a secco ed una parte sovrastante in legname, diversificato a seconda dell’impiego. La copertura a due spioventi è costituita da lastre in pietra locale, il cui notevole peso è supportato in maniera magistrale dalla struttura delle travi del tetto. Non mancano i canali di gronda, ricavati da semi-tronchi di larice scavati.

Di ingegno notevole anche la distribuzione degli spazi: al seminterrato la stalla già attrezzata di canaletto di scolo per il letame; il vano soggiorno e la cucina, nonché il locale per la lavorazione del latte e quello per la preparazione dei filati e la tessitura della canapa.  Sopra la stalla, al piano rialzato, la camera da letto affiancata dal deposito degli strumenti da falegname. Il primo piano è invece occupato dal fienile, dove vengono riposti gli attrezzi agricoli, ed un settore chiuso dotato di scaffali e rastrelliere adibito a dispensa per i cereali e gli altri viveri. All’esterno della struttura corre tutto intorno un ampio ed elegante loggiato a pertiche trasversali utilizzato per essiccare fieno, segale e canapa.

Alagna ha saputo custodire nei secoli il patrimonio culturale walser: le caratteristiche abitazioni; le fontane ed i forni del pane oggi riportati all’uso; gli antichi mulini; la rinnovata segheria a corrente idrica; la lingua tittschu e con essa le tradizioni ed i costumi di questo popolo rappresentano un tesoro inestimabile, da sempre tutelato e tramandato. 

Maggiori informazioni presso il Comune di Alagna allo Sportello Walser, ufficiowalseralagna@libero.it

 

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