Piccolo ma caratteristico insediamento che si allarga in svariati raggruppamenti abitati sulle dolci colline gattinaresi

In piena bassa valle, ben esposto e con una distribuzione comunale sparsa, è il paese di Roasio, piccolo ma caratteristico insediamento che si allarga in svariati raggruppamenti abitati sulle dolci colline del territorio gattinarese.

Antichissimi riferimenti documentari ne attestano origini remote, attorno all’anno mille, già fra le competenze della chiesa vercellese.

La zona, dotata di sottosuolo estrattivo per strati di argilla, calce e caolino, ha favorito lavoro in cave e fornaci poi trasmesse ad un ancor oggi produttivo settore edile, anche esportato con successo all’estero. Questa laboriosa comunità, grazie alla florida composizione del terreno ha sempre svolto anche una copiosa attività agricola, con coltivazioni di frutteti e vigneti e prodotti apprezzati ovunque, come il vino DOC Bramaterra e, nel territorio di pianura, la produzione di riso.

Roasio allargata dunque in cinque piccole frazioni, ha la sua sede comunale in località San Maurizio che è il capoluogo, quindi Santa Maria, Sant’Eusebio, San Giorgio e Castelletto Villa, un tempo autonoma, dove vi si stende il piccolo lago Ravasanella; tutte le località citate sono sorte attorno alle relative chiese, ampiamente meritevoli di visita, a cominciare dalla più antica, Santa Maria, del 1054; pure dei primi anni del secondo millennio è il Campanile della Chiesa di Sant’Eusebio a Curavecchia, chiesa prima abbandonata e poi restituita al culto con restauri operati ai bei affreschi gotici.

La vecchia Parrocchiale è dedicata a San Maurizio e risale al 1200; notevoli sono il campanile romanico, gli affreschi diversi di varie epoche che vanno dal Quattro al Settecento, il bel pavimento in quarzite e mosaici. Pure interessante come architettura di stile gotico lombardo è, a Curavecchia, la quattrocentesca Santa Maria “Dei Cerniori”, che conserva affreschi con le “storie dei santi”; ancora San Rocco a Castelletto Villa, dove sono presenti belle pale d’altare secentesche e un raro organo di fine settecento.

Le ricchezze d’arte e architettura si completano, in questa sorprendente località, con l’attuale nuova sede della Parrocchiale, a Sant’Eusebio in stile Barocco Piemontese, a Noca l’Oratorio di San Pietro Martire, con un bellissimo Trittico di Affreschi del Quattrocento provenienti da una vicina cappella abbandonata e infine le vestigia trecentesche di una grande Torre a pianta quadrata, baluardo di un forte che si ergeva sulla collina che sovrasta la frazione di San Maurizio.

 Del tutto raccomandabile la visita del Museo Nazionale Storico dell’Emigrante, una vivace realtà culturale del paese che ha ben valicato, meritatamente, i confini territoriali e che costituisce un importante strumento di studio storico documentato sull’emigrazione.

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Paolonet di Paolo Brignone