Campertogno
Campertogno

La gemma di Campertogno è la Valle Artogna ricca di sfondi grandiosi, di rombanti orridi, di vivaci cascate e poetici laghetti

E’ un grande e bel paese dell’alta Valsesia che si distingue per la presenza di un profilo abitativo elegante, con residenze di tono e una vivacità propria, di qua e di là del Sesia che lo attraversa obbligando le case ad affacciarsi sul fiume, aspetto particolare che gli conferisce un carattere poetico.

Anticamente era il paese più abitato della Val Grande e questa densità sociale gli ha impresso un carattere dinamico ancor oggi riscontrabile un po’ ovunque.

In mezzo al paese l’antico ponte attraversa il Sesia e congiunge le due sponde in un unico centro popoloso ed animato che fanno la distinzione di Campertogno.

La chiesa, dedicata a San Giacomo, è grandiosa sebbene stretta da spazi troppo angusti per una tale monumentalità architettonica, disegnata da Bernardo Vittone e modificata poi dal Juvarra;  ha un’incredibile balconata che sporge direttamente sulla sottostante strada e una facciata grande che lascia intuire la vastità dell’interno, dove si conservano opere di buone scuole pittoriche, oggi composte nell’adiacente piccolo ma prezioso Museo di Arte Sacra, cui si accede attraverso la chiesa della Confraternita di Santa Marta di Guarino Guarini, con uno splendido altare ricco di fregi e dorature.

Campertogno enumera in queste sue realtà testimonianze di chiese antiche e opere di assoluto interesse che attestano le vocazione speciale di questa località per l’arte, che la fede ha esaltato nei secoli. Di Campertogno infatti sono artisti come Pier Francesco Gianoli, Pier Celestino Gilardi, Camillo Verno, Bartolomeo Ravello, Luca Martello, Gaudenzio Sceti, Giuseppe Gianoli e i fratelli Marchino, tutti esponenti d’ ingegno artistico che contribuirono fortemente al fiore dell’arte religiosa valsesiana e che proprio in paese e nel suo aperto territorio frazionale lasciarono testimonianze straordinarie con una serie infinita di cappelle, oratori e chiesette votive.

La splendida “Villa Gianoli” visibile sul fondo del paese, è oggi una ragguardevole struttura alberghiera di eccellente livello che ripone questo bacino di fondo valle al centro degli interessi turistici in costante espansione.

Il paese, un tempo fondato su un’economia prevalentemente agricola, grazie ad interventi come questo e a costanti attenzioni alle scelte e agli investimenti, ha una sua completa rivalutazione turistica e culturale nella quale spicca un’attività teatrale di qualità, ospitata nel Centro Polifunzionale Fra Dolcino, che ha sede nel piccolo, splendido teatro completamente restaurato.

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Paolonet di Paolo Brignone